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lunedì 26 dicembre 2016

La dimensione primitiva del colore tronco

Per ricercare la dimensione primitiva del colore oggetto della mia analisi mi devo servire del "pensiero selvaggio", un ossimoro creato dall'antropologo, psicologo e filosofo francese Claude Lévi-Strauss. Cosa si intende con quest'espressione? Il pensiero selvaggio è una modalità del pensare umano che caratterizza la disposizione cognitiva tipica delle popolazioni di tutto il mondo e di tutta la storia. Alla ricerca di universali capaci di accomunare ogni uomo in un’unica disposizione cognitiva, Lévi-Strauss individua una struttura, profonda e razionale, grazie alla quale tutte le società elaborano i propri miti e credenze, realizzano il radicamento territoriale e l’organizzazione sociale dei propri componenti, e sviluppano strumenti pratici e complesse tassonomie. La loro necessità, prettamente umana, è di trarre un ordine dal fluire indistinto del reale.
Tornando a noi, la dimensione primitiva del colore tronco ricorda istintivamente il tronco di un albero, poiché il pensiero collega selvaggiamente il colore alla materialità del termine che esso stesso indica.
Dopo aver fatto questa analisi mi accorgo che ho usufruito di questa modalità di pensiero selvaggio lungo tutto il percorso che ho compiuto nella realizzazione di questo blog, infatti spesso mi sono trovato nella situazione di dover affiancare il semplice colore alla materialità del tronco, in quanto risultava difficile trattare solamente il colore nella creazione di alcuni post. 

martedì 25 ottobre 2016

Detti popolari sul tronco

Il colore torna in ogni aspetto della nostra esistenza, si può trovare in qualunque forma di cultura, partendo dall'arte, e arrivando alla musica, alla scienza, alla storia, alla religione, e, perché no, anche agli aforismi, ai detti popolari e ai proverbi, tutte quelle conoscenze popolari che si basano su pregiudizi o modi di dire che sono diventati una parte del nostro modo di vedere le cose.

Poiché il colore tronco, così poco utilizzato nella sua sfumatura, non trova posto tra le forme di cultura appena citate, ho deciso di allargare il raggio di azione alla realtà materiale che esso rappresenta e che in qualche modo è portatrice di tale colore.
Vi riporto, dunque di seguito, alcuni dei detti, aforismi e delle credenze che si sono create attorno al tronco.

"La mela non cade mai lontana dall'albero".

"Chi pianterà un alberello di noce, avrà una lunga vita e morirà soltanto quando il tronco avrà raggiunto una circonferenza pari a quella della sua cintura".

"L'albero non è un seme, poi uno stelo, poi un tronco flessibile, poi legno morto. Non bisogna sezionarlo per conoscerlo. L'albero è questa forza che lentamente sposa il cielo". (Antoine de Saint-Exuperey)

E' molto interessante la credenza riguardo la cura dell’ernia. Si creava un arco arboreo sezionando un ramo o un tronco di quercia nel senso della lunghezza e tra questo si faceva passare l’ernioso, mentre due compari tenevano l’estremità dell’albero e recitavano un rosario. Successivamente il tronco veniva chiuso e la sorte di colui che era stato sottoposto al rito risultava legata a quella del vegetale. Per cui se l’albero o il ramo cicatrizzava, rigermogliava, la guarigione dell’ernia era assicurata. Le ragioni di questo culto di guarigione erano diverse. Si pensava che essendo l’ernia una rottura, bisognasse passare attraverso un’altra rottura per risanarla. Presso i Romani l’ernia era considerata una “ramificazione” dell’intestino.


sabato 22 ottobre 2016

Studio scientifico del tronco

Per analizzare il colore tronco nella scienza, e più propriamente nella fisica, è necessario estendere il concetto, non considerandone solamente la natura cromatica, ma trattando soprattutto l'essenza materiale del tronco.

Proviamo dunque a dare una descrizione scientifica del tronco.
Esternamente, in giovane età, esso si presenta protetto da una sottilissima epidermide e dalla corteccia. Quando l'albero, crescendo, s'ingrossa, avviene uno stiramento dei tessuti e sia l'epidermide che la corteccia si lacerano. Per continuare a mantenere la protezione si generano nuovi tessuti, come il sughero, che formano la scorza del tronco. La scorza caratterizza per forma, colore e consistenza, le diverse specie arboree.
Internamente invece, vi sono i vasi conduttori che trasportano la linfa grezza in senso ascendente, e la linfa elaborata in senso discendente; gli elementi meccanici o fibre, che sostengono i vasi, grazie alla loro parete cellulare ispessita e ricca di sostanze particolari, come la lignina; gli elementi parenchimatici, di consistenza solida, che riempiono gli spazi lasciati liberi dagli altri elementi.
I vasi che portano la linfa dalle radici a tutte le parti della pianta sono sistemati nella parte più interna del tronco, detta xilema o legno propriamente detto. Le cellule dello xilema hanno la caratteristica generale di avere le pareti lignificate, cioè ricche di lignina.
I vasi che portano la linfa elaborata dalle foglie a tutte le altre parti della pianta sono invece localizzati in una fascia più esterna e sottile del tronco, detta floema o libro.
Libro e legno sono divisi da una zona ad anello, il cambio, che ha la funzione di produrre stagionalmente nuove cellule del legno verso il suo interno e nuove cellule del libro verso l'esterno. Si tratta di una funzione indispensabile per la vita della pianta, che ogni anno mette foglie nuove e deve creare il collegamento con le radici attraverso nuovi vasi conduttori.
I vasi dell'anno precedente perdono quasi completamente la loro funzione di conduzione con la caduta delle foglie e mantengono solo la funzione di sostegno, grazie agli elementi meccanici che li accompagnano.
Il tronco di un vecchio albero non è però un organo morto. Il legno vive perché tra le cellule dei vasi che smettono di trasportare linfa e muoiono, ci sono le cellule parenchimatiche o di riempimento, che restano vive molto più a lungo.
Il materiale legnoso del tronco presenta alcune importanti caratteristiche che l'uomo ha imparato a conoscere e a sfruttare dai tempi più antichi: è isolante, combustibile, durevole e resistente.

Dalla struttura anatomica del legno del tronco dipendono caratteristiche morfologiche, come le venature, le quali dipendono dalla particolare struttura a fibre che periodicamente l'albero rinnova e di cui resta traccia nei cerchi di accrescimento.
A questo proposito vorrei parlarvi della dendrocronologia, la scienza della datazione attraverso lo studio degli anelli di crescita degli alberi. Gli scienziati possono avvalersi della dendrocronologia per stabilire l’età di manufatti antichi, l’età di cattedrali ed edifici, eventi geomorfologici e per ricostruire le tendenze climatiche e l’evoluzione del territorio. Il primo ad intuire questa relazione tra eventi meteorologici e larghezza degli anelli di crescita fu Leonardo da Vinci.
Se si osserva un tronco tagliato perpendicolarmente al suo asse, si possono distinguere molti cerchi concentrici, che si susseguono con un colore alternativamente più chiaro e più scuro. Ogni anello rappresenta un ciclo vegetativo, che di solito, nei climi temperati come quello italiano, va dalla primavera all'estate. Gli anelli di crescita in un tronco non hanno tutti la stessa larghezza: si osservano serie di anelli stretti che si alternano a serie di anelli più larghi. Questa successione di anelli stretti e larghi è simile per tutti gli alberi che vivono nello stesso periodo in una determinata zona poichè riflette le condizioni ambientali dell’area. Per valutare l’età di un tronco basta contare gli anelli di accrescimento, cosa che sembra un esercizio semplice, ma numerose difficoltà insidiano il lavoro del dendrocronologo. Infatti non sempre il numero di anelli corrisponde esattamente agli anni della pianta, poichè in seguito a forti stress ambientali si può verificare una mancata attività del cambio e quindi si hanno anelli mancanti, anelli incompleti, o falsi anelli.



SITOGRAFIA:

mercoledì 19 ottobre 2016

Il colore tronco e il marrone nella musica

Cantanti, cantautori e compositori spesso si servono della potenza espressiva dei colori nei loro testi. 
Poiché il colore tronco è molto raro e spesso ci si riferisce ad esso attraverso il colore marrone, è difficile trovarne la presenza nei tesi delle canzoni.
Nonostante ciò, sono riuscito a trovare un canto, che contiene il colore tronco, dello Zecchino d'Oro intitolato "L'albero" di cui QUI puoi trovare il testo.
Data la somiglianza che c'è col colore marrone e l'abbondanza e la frequenza con cui quest'ultimo viene nominato e tirato in causa, ho deciso di approfondire la ricerca nella musica del colore marrone.
Numerevoli sono le canzoni che contengono il colore marrone, ma di seguito riporto le due più conosciute:
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